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Modena-Frosinone, dal pressing alla manovra: il focus sul blitz dei giallazzurri

Roberto De Luca

 

Ci si può divertire, scegliendo tra due strade. Fermarsi al risultato, non sempre fonte affidabile per analisi complete. Oppure scavare e scovare le differenze, come accade in quei giochi della settimana enigmistica che tanto ci aiutano a tenere allenata la mente. Fabio Grosso, innanzitutto, con uno 0-1 d’agosto, al debutto in campionato, ha consentito al Frosinone di vincere a Modena. Lo ha fatto con autorevolezza, per quanto il tabellino possa raccontare, senza alcun tappeto rosso steso. Anzi, al “Braglia” le premesse della vigilia narravano di una passerella tutt’altro che ideale per la prima, specie alla luce del trionfo in Coppa dei canarini di Tesser sul Sassuolo. Sarà presto, ma già emergono differenze importanti rispetto allo scorso anno. È vero, le ali segnavano in passato e pure stavolta (Rohdén), ma pian piano stanno emergendo degli elementi interessanti che evidenziano un Leone diverso se confrontato all’anno precedente. 

Rohdén in azione durante un match passato (foto da Frosinonecalcio.com)
Rohdén in azione durante un match passato (foto da Frosinonecalcio.com)

IMPREVEDIBILITA' - Sia chiaro, è presto per giudizi definitivi, come pure per paragonare un percorso lungo ad appena 180 minuti (ricordando anche il match col Monza di Coppa Italia). Però il Frosinone è già cambiato, al di là della rivoluzione avvenuta negli interpreti. Innanzitutto nel suo spartito iniziale, un 4-2-3-1 di fantasia che offre più soluzioni allo sviluppo della manovra. Centralmente oppure sulle fasce, collocazioni distinte ma con il medesimo esito e che mandano in frantumi le abituali logiche sui moduli. Rilevanti sì, però fino ad un certo punto. In campo è importante trovare le soluzioni giuste in base alle varie situazioni, senza mai smarrire nel caso specifico quei concetti chiave per il calcio di Grosso. Attacco della profondità, corsa, coraggio nello stare alti difendendo a campo aperto e mobilità nei vari reparti. Il timbro di Rohdén, autore di una prestazione sontuosa anche in fase di non possesso con apporto efficace nel contenere le scorribande di Azzi, è emblematico: Garritano, partito trequartista, viene largo a sinistra a prendere palla e taglia il campo con un cambio gioco al bacio per lo svedese che, accentratosi dall’out di destra, dribbla l’estremo difensore rivale mediante un preciso stop al volo e insacca facilmente a porta sguarnita. Ecco, rispetto alla passata stagione i giallazzurri, per quanto fossero già versatili, sembrano avere a disposizione più armi. L’imprevedibilità di Caso e Garritano, gli strappi di Kone, la puntualità e la gamba di un ritrovato Rohdén, la mobilità dei riferimenti offensivi (che sia Mulattieri o Moro). Il tutto, ovviamente, con la consapevolezza di essere forti. E ieri lo si è visto in modo palese, con un approccio dominante alla partita in termini di mentalità.

Fabio Grosso
Fabio Grosso

NUMERI - Palleggio e aggressività, altre armi fondamentali per Grosso. Al “Braglia”, seppur il possesso palla sia stato favorevole al Modena (55% a 45% il confronto), il Frosinone ha oggettivato comunque una buona gestione della sfera. Ed è proprio sotto questo punto di vista che i margini di crescita sono impressionanti, con allusioni specifiche alla costruzione dal basso. Finalmente ora i Ciociari hanno un portiere che partecipa alla risalita del campo, aspetto indispensabile per una compagine come quella frusinate che scende nel rettangolo verde con un’impronta moderna. Un po’ di numeri? Turati, bravissimo tra i pali quando chiamato in causa, ha toccato quasi lo stesso numero di palloni di Boloca. 53 per quest’ultimo, 51 per il portiere arrivato dal Sassuolo. Un dato a cui diventa difficile aggiungere qualcosa e addirittura superiore a quello di gran parte degli altri calciatori di movimento. Molto coinvolti nel gioco Cotali e Oyono, così come va elogiata la coppia di centrali Lucioni-Szyminski. Un duo che sta continuando a dare certezze a presidio della retroguardia, al pari del resto della truppa. Incluso Mulattieri, autore di un’ottima prova nonostante abbia avuto poche possibilità di incidere negli ultimi metri. Davvero arduo se non impossibile trovare delle insufficienze, compreso chi è entrato con spirito positivo dalla panchina.

Stefano Turati (foto Fb Frosinone Calcio)
Stefano Turati (foto Fb Frosinone Calcio)

DOMENICA C'E' IL BRESCIA - Già domenica in casa contro il Brescia sarà tempo di conferme. Ma intanto Grosso non può essere più felice per il debutto dei suoi: «I ragazzi hanno fatto una grandissima gara, questo è un campionato nel quale non se fai gare di questo livello non esci col risultato. Noi siamo stati bravi ad ottenerlo contro un avversario da risultati molto positivi, da un campionato vinto dopo una grande cavalcata. Non era facile, abbiamo messo in campo quello che serviva ed abbiamo portato via tre punti importantissimi». E chi ben comincia è a metà dell’opera. Con questo Frosinone ci sarà da divertirsi. 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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