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Spot e sicurezza

Le elezioni portano a promesse elettorali. Come sempre le forze dell'ordine entrano nel mirino e c'è chi si sbraccia nel promettere nuove assunzioni.

Vero è che manca personale. Le previsioni parlano di almeno 30.000 poliziotti in meno nei prossimi 3 anni per effetto dei pensionamenti. Occorrono concorsi pubblici per arginare il problema.

Si parla di arginare perché attualmente appare inverosimile che ci siano assunzioni tali da coprire l’ammanco evidenziato. Questa situazione si è creata perché negli anni addietro non sono stati banditi i necessari concorsi pubblici che colmassero i vuoti creati da coloro che andavano in pensione, e capiamo il perché di questo "buco". Nel 2008 il governo Berlusconi IV retto da Forza Italia, Lega e Alleanza Nazionale bloccò le assunzioni al 20% (limite massimo rispetto al reale fabbisogno, es: a fronte di 10 fuoriuscite si garantivano massimo solo 2 entrate) del necessario dal 2009, i quali effetti si ebbero fino al 2019 (anno dello sblocco), riducendo notevolmente la percentuale del 60% stabilito del governo Prodi (Ulivo) che valse solo per l'anno 2008.

Bisogna fare il punto e ricordare ciò che è accaduto in passato per comprendere alcune delle ragioni della critica situazione attuale prima che a qualcuno venga riconosciuta la qualifica di paladino del comparto sicurezza proponendo ricette come quelle di aumentare controlli e/o presidi di sicurezza sui treni, nelle piazze, nelle periferie e negli ospedali (Magari! Ma con quali uomini e con quali donne in uniforme se oggi i servizi essenziali vengono garantiti solo grazie al grande sacrificio degli addetti al comparto?) dimenticando che la coperta è diventata troppo corta a cause di assurde scelte passate.

Angelo Di Paola

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