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"Europe for peace", in migliaia a Roma. In tanti dal sud Lazio. Landini: minaccia nucleare concreta

"Heal the world", cura il mondo: questa la canzone di Michael Jackson che dal palco di piazza san Giovanni in Laterano ha accolto l'arrivo del corteo per la pace in Ucraina: migliaia di persone stanno seguendo lo striscione di Europe for peace, la piattaforma che con oltre seicento organizzazioni italiane ha organizzato l'appuntamento romano. "La coda del corteo è ancira a piazza della Repubblica", scandisce Sergio Bassoli di Rete pace e disarmo, tra le organizzatrici dell'evento, e dal palco, aggiunge: "purtroppo a 8 mesi dall'aggressione russa siamo ancora qua. Noi, il popolo della pace, continuiamo a sostenere la popolazione ucraina e tutte le vittime delle guerre. Ma non basta. Chiediamo lo stop immediato, i negoziati di pace tra Mosca e Kiev. Ma arrivare fin qui non è stato facile: da settimane, lavoriamo a una agenda di pace. Oggi la illustriamo. I giornali dicono tutti il contrario di tutto. Ma mentre questa piazza ancora non si è riempita, chiediamo di fermare questa guerra: condanniamo la Russia di Putin e sosteniamo gli ucraini".

Folta la partecipazione anche dalla provincia di Frosinone, dalla provincia di Latina e dal Cassinate.

"Crediamo nella risoluzione nonviolenta del conflitto in Ucraina e vi chiediamo sostegno, affinché ci si impegni tutti per negoziare la pace, dato che la guerra è in casa. Salvaguardia delle vite, della dignità e delle anime arrivi presto nel nostro paese". Così Katrin (Katya) Cheshire, attivista del Movimento Pacifista ucraino, intervenuta con un video messaggio trasmesso dal palco della manifestazione Europe for peace per la pace in Ucraina, in corso a Roma a piazza san Giovanni in Laterano.

"Il Mediteraneo comincia a riempirsi di sommergibili che hanno testate nculeari che potrebbero distruggere parte dell'Europa. Non è un pericolo, è una minaccia concreta ed è una cosa che noi dobbiamo assolutamente evitare. I governi dicano di no a questa logica". Lo dice il segretario della Cgil, Maurizio Landini, alla manifestazione per la pace a San Giovanni. "Il modo per fermare la guerra è la cultura della pace, questa manifestazione dimostra che è il tempo della politica, della mediazione e del coraggio. Non possiamo rassegnarci nè abituarci alla guerra, occorre superare la guerra come strumento di regolazione tra i paesi e spostare la spesa dallee armi alla sanità, la cura e il lavoro".

Le foto a corredo sono della sezione Anpi di Cassino.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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