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Rohdén esulta (foto frosinonecalcio.com) Rohdén esulta (foto frosinonecalcio.com)

Frosinone, sono numeri importanti: ecco perché sognare si può

Roberto De Luca

DA "L'INCHIESTA DI SERA” DEL 7 NOVEMBRE

Il Frosinone può coltivare concretamente sogni di gloria, senza alcun timore. Ne ha pieno diritto, nonostante gli obiettivi dichiarati siano altri e orientati al raggiungimento della salvezza. E’ vero, la classifica è ancora corta ma dopo dodici giornate di campionato le indicazioni sono chiare: i giallazzurri hanno i calciatori, il gioco ed i numeri. Oltre ad un allenatore che sta dimostrando, con i fatti guidati da idee brillanti, tutta la sua bravura. Iniziamo dalle cifre.

L'esultanza sotto la Curva (Foto frosinonecalcio.com)
L'esultanza sotto la Curva (Foto frosinonecalcio.com)

Numeri “primi” - Perché ogni quantitativo si presenta come fonte di elogio al mercato illuminato condotto in estate dalla società. Innanzitutto, c’è il primato in classifica: 27 punti complessivi, frutto di 9 vittorie e 3 sconfitte. Nessun pareggio finora, aspetto interessante ma poco sorprendente: i ciociari non speculano mai, provando sempre ad imporsi. A volte ci si riesce, altre no ma l’identità propositiva è marchiata e tangibile. Così come lo è il rendimento casalingo: 6 successi su 6 con 0 gol subiti al “Benito Stirpe - Psc Arena” (nei principali campionati europei solo il Barcellona non ha incassato gol nelle partite interne). Un fortino, anche se adesso le cose sono cambiate pure in trasferta. E sabato col Perugia è arrivata la quinta affermazione di fila. Chapeau, direbbe qualcuno.

Difesa che brilla e protegge - Dai punti alle reti, il Frosinone tende a primeggiare ancora. Diciotto gol realizzati, meglio hanno fatto solo Bari (19) e l’accoppiata Reggina-Pisa (20). Le 7 firme incassate, invece, valgono la miglior difesa del campionato, guidata da un Lucioni che definire straordinario sarebbe riduttivo. Un professore del ruolo che insegna calcio in ogni suo movimento, così come tra i pali Turati si sta rivelando una lieta garanzia. È il re dei clean sheet, cioè l’estremo difensore che finora ha blindato con maggior frequenza la sua porta. Sette volte senza subire gol, tanta roba per il classe 2001 di proprietà del Sassuolo, voluto con decisione e lungimiranza da Guido Angelozzi e dall’area tecnica.

Stefano Turati (foto Fb Frosinone Calcio)
Stefano Turati (foto Fb Frosinone Calcio)

Quasi dominio assoluto - Fin qui tutto bene. Poi c’è il sottobosco delle graduatorie specifiche, un mondo in cui la squadra di Grosso staziona ugualmente in alto. Comandando anche in alcune di esse, per quanto ovviamente siano settoriali. Innanzitutto, è prima per xG (gol previsti) con un valore di 2.07. Tradotto, significa che per la pericolosità delle occasioni prodotte potrebbe segnare di media 2 reti a partita. E’ seconda per tiri totali (240 in 12 giornate, alle spalle del Cittadella con 248), prima per tiri nello specchio (169), terza per varietà di marcatori (9), prima per punti totalizzati dopo situazioni di vantaggio (9 volte avanti nel parziale, 9 vittorie conseguite) e seconda per punti conseguiti dopo situazioni di svantaggio (5 volte sotto nel punteggio, 2 successi ottenuti e 3 sconfitte). Si è a un passo dal quasi dominio assoluto, in pratica.

Fattore Grosso - Dietro a tutti questi dati, naturalmente, c’è il lavoro di Fabio Grosso. Ambizioso, coraggioso e ricco di idee: una descrizione utile a sottolinearne le qualità e che sembra rispecchiare il Frosinone stesso. Perché in campo i canarini sono lo specchio del loro allenatore, bravo a plasmare subito il gruppo a sua immagine e somiglianza, trasmettendo idee e concetti moderni.

Fabio Grosso (foto frosinonecalcio.com)
Fabio Grosso (foto frosinonecalcio.com)

Il gruppo più giovane per età media a gara della B (24,7), un elemento non di poco conto. Ad arricchire il tutto un’altra bella indicazione fornita dai numeri: Grosso è il re dei cambi (59 fatti in 12 gare) e il tecnico che più ha inciso con le sostituzioni. Sei gol provenienti dalla panchina e una quota partecipazione reti (include anche gli assist) di 11. Insomma, bravo a preparare le sfide e bravo a leggerle sfruttando la profondità di una rosa allestita al top dal club presieduto da Maurizio Stirpe. I numeri confermano, sognare si può.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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