L'Inchiesta Quotidiano OnLine

Acea Ato 5 Frosinone, in turnazione metà dei Comuni serviti e interruzioni improvvise a giorni alterni

Servizio idrico: che disastro! Benché siamo al 15 novembre, quasi metà degli 86 comuni serviti da Acea Ato 5 sono in turnazione notturna (i più fortunati) con molti centri vedono l’acqua chiusa già dal pomeriggio per tornare ad essere erogata solo al mattino successivo. Un giorno su due si registra un guasto improvviso con blocco dell’erogazione. Un vero e proprio disastro che non ha precedenti sia nel passato della stessa gestione Acea, sia nelle più datate gestioni comunali. L’incapacità della governance di Acea è conclamata e resta da capire anche quanto sia dolosa. Dopo lo schiaffo rimediato sugli aumenti tariffari, bloccati dai sindaci nel marzo 2021, il gestore del servizio idrico ha iniziato a tagliare investimenti e servizi, dicendo che con tariffe ‘così basse’ (!) rischia la bancarotta e deve limitare spese e costi. Così, nel 2021, gli investimenti sono stati tagliati di quasi il 20% (dati bilancio 2021) e si è dato maggiore impulso alle riscossioni, con metodi non sempre ortodossi e spesso sanzionati dai giudici e delle autorità di vigilanza.

Si sono ceduti i crediti alle banche, lasciando gli utenti in mutande e, spesso, in braghe di tela sono finite anche le amministrazioni comunali, che si sono viste aggredire da famelici – più di Acea – istituti finanziari. Così facendo – e lasciando scadere il servizio erogato gli utenti, che tutto ricevono  (bollette, solleciti, ingiunzioni, tentativi di rimozione del contatore) tranne che l’acqua in casa – Acea Ato 5, pur piangendo miseria e predicando l’imminente fallimento, è riuscita a chiudere i conti dello scorso anno con 2,6 milioni di utili. Chiudendo l’acqua di notte sul 50% dei comuni serviti, e tendo così staccate pompe e impianti, il gestore idrico, nel 2021, è riuscito a risparmiare oltre 3 milioni di euro di bolletta energetica: mentre il costo della corrente elettrica è stata una voce in salita per ogni azienda, Acea Ato 5 - non erogando l’acqua agli utenti, cioè facendo esattamente il contrario di ciò per cui ha avuto aggiudicato l’appalto – ha tagliato di diversi zeri le spese in bilancio.

E così continua a fare: acqua a mezzo servizio per tirare a campare. E non è questione di siccità! Non lo è perché siamo ormai a Natale e non lo è perché l’80% dell’acqua che Acea preleva dal sottosuolo va persa causa acquedotti colabrodo mai riparati: d’acqua ce n’è tre volte il necessario, sono le tubature a non esserci. L’incresciosa situazione, infatti, è segno che gli ormai 18 anni – dicesi 18! - di gestione affidata alla multiutility romana non hanno fatto altro che rendere ancora più vetuste e malconce le reti idriche dell’intera provincia.

Se fino a qualche anno fa, il gestore idrico era in grado, almeno di inverno, di fornire continuamente l’acqua alle abitazioni, negli ultimi mesi ha dimostrato tutta la propria incapacità, chiudendo i rubinetti dalle 8 alle 12 ore al giorno in un comune su due. E il dato è anche provvisorio, visto che la mappa ufficiale – pubblicata sul sito internet di Acea ato 5 – che indica le zone sottoposte a turnazione è in più punti incompleta: non risultano inserite, ad esempio, le turnazioni decise per Cassino e quelle per Anagni. In molti altri comuni è indicata la turnazione solo per un serbatoio anche se in realtà il disservizio abbraccia più impianti e quindi aree molto più estese. Delle decine di milioni di investimenti annunciati ad ogni nuovo piano d’ambito non c’è traccia. Senza investimenti e manutenzioni, la rete idrica provinciale sta collassando su se stessa, riuscendo a migliorare di anno in anno il ‘record di perdite’ che si aggira ormai – come detto – tra il 75 e l’80%, nonostante i numeri ‘farlocchi’ che il gestore inserisce nei propri bilanci, cercando di far passare per acqua caricata sulle autobotti e perdite tecniche qualcosa come 8 milioni metri cubi all’anno!

Ma non ci sono solo le continue e infinite turnazioni. A voler dipingere un quadro completo del disastro della gestione del servizio idrico in Ciociaria, bisogna affrontare anche il pietoso capitolo delle interruzioni improvvise del servizio a causa delle tubature che esplodono. Pietoso, perché dal 1° gennaio al 15 ottobre 2022, ci sono stati 176 episodi di interruzioni improvvise (dati dal sito di Acea Ato 5), cioè un guasto che ha lasciato un quartiere o un intero comune senz’acqua, un giorno sì e uno no. Quindi se l’acqua non c’è di notte perché c’è la turnazione, è molto probabile che, una volta su due, non ci sia neanche di giorno per una perdita! Chiunque sarà il nuovo presidente della provincia di Frosinone, cui spetta la guida dell’Ato 5, erediterà anche questo fardello e non sarebbe male se decidesse di incazzarsi sul serio.

Re.Al.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

guarda anche

I commenti dei lettori

Chi siamo

EDITORE: Cooperativa Editoriale L'Inchiesta

Presidente: Stefano Di Scanno

Direttore Responsabile: Stefano Di Scanno

Email: redazione@linchiestaquotidiano.it

Dove siamo

Indirizzo: Via Lombardia 8 - Cassino

Telefono: (+39) 0776 328066

Fax: (+39) 0776 328066

P.IVA: 02662130604