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Speciale Mondiali con Garra & Fantasia: i due volti della medaglia di Qatar 2022

Umberto Zimarri - Garra & Fantasia

 

Federico Buffa otto anni or sono ci ha insegnato, tra le altre cose, che i Mondiali scandiscono il tempo delle nostre vite. Un orologio preciso ci ricorda che sono passati altri quattro anni della nostra esistenza. C’è il Mondiale dell’infanzia, quello dell’adolescenza, quello della maturità e così via crescendo. Ognuno legato a dei ricordi calcistici e non solo, perché si portano dietro e dentro rabbia e felicità, attimi e profumi, persone, amici, musiche, gol, calciatori esotici, allenatori improbabili e miti contemporanei. Un nastro che sa avvolgerti di nostalgia ma nello stesso tempo rassicurarti perché sai che può succedere di tutto nel mondo e nella tua vita ma il Mondiale dopo 4 anni è di nuovo davanti a te. È una delle bellezze rassicuranti del calcio.

Foto Fb Fifa World Cup
Foto Fb Fifa World Cup

Quello che abbiamo di fronte di romantico, invece, non ha nulla. È frutto di scelte scellerate. Si svolge in un luogo, il Qatar, dove il calcio non è di casa e si percepisce un’atmosfera artificiale, come le birre analcoliche in vendita negli stadi. Quello del 2022 è stato l’autunno più caldo di sempre ma ecco il Mondiale in questo periodo dell’anno, dove dovrebbero esserci coppe e campionati, è un pugno nello stomaco e non potrà mai avere nulla delle belle serate estive. Senza girarci troppo intorno, non si può dimenticare tutto quello che è successo prima di arrivare all’inizio della competizione: corruzione dei vertici della FIFA per l’assegnazione dei mondiali, migliaia di morti nella costruzione di stadi che tra un mese saranno smontati o diventeranno cattedrali nel deserto, violazione sistematica dei più elementari diritti civili nel paese ospitante. Come appassionato di questo sport e fondatore di una community social, Garra & Fantasia, riguardante il calcio mi sono chiesto come conciliare il racconto dell’evento calcistico più importante al Mondo e il contesto melmoso in cui è immerso. Alcuni hanno deciso una sorta di boicottaggio, favorito anche dall’esclusione dell’Italia. Tanti, come me, hanno deciso di raccontare comunque la competizione, seguendo due direttrici chiare.

Foto Fb Fifa World Cup
Foto Fb Fifa World Cup

La prima riguarda, ovviamente, il dovere morale di non minimizzare mai o peggio ancora di negare la gravità del lato oscuro di Qatar 2022. Serve al calcio costruire una coscienza collettiva affinché ci sia da parte di tutti gli stakeholder del sistema, dai giornalisti ai tifosi passando per le federazioni, un approccio più rigoroso in futuro su queste tematiche. Non dobbiamo permettere che questo scempio perpetrato ai danni del futbol, si ripeta in futuro. Lo dobbiamo al gioco più bello del Mondo e al nostro amore per esso. In seguito, bisogna concentrarsi sul calcio giocato, raccontare quello che succede nel rettangolo di gioco dal punto di vista tecnico e tattico, sulle storie individuali e collettive che solo la Coppa del Mondo può portare in dote. L’augurio è quello che possa tornare protagonista la bellezza del gioco, nel senso più elementare ma più profondo di questo sport: il gesto atletico, l’arte di saper attaccare e difendere collettivamente, l’orgoglio di chi pur sfavorito mette il cuore sul campo e rende tutto dannatamente imprevedibile. Sarebbe una significativa e piacevole inversione di tendenza. Lo sberleffo del gioco nato per i poveri del mondo in faccia ai signori della FIFA.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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