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Speciale Mondiali con Garra & Fantasia: Ecuador, oltre il Qatar c'è di più

Umberto Zimarri - Garra & Fantasia

Qualcuno pensa che il gioco del calcio si giochi con i piedi. Sono gli stessi che credono che agli scacchi si giochi con le mani”, c’è questa targa nello stadio dell’Independiente Del Valle, la squadra ecuadoregna più sorprendente degli ultimi anni. C’è molto di quella filosofia calcistica nell’Ecuador che ha battuto nettamente i padroni di casa del Qatar nel primo match del mondiale.

La targa
La targa

La storia di questa piccola squadra è paradigmatica di come nel calcio, oltre che nella vita, con serietà, lungimiranza e programmazione possano arrivare risultati impensabili ed insperati, nel giro di pochissimo tempo. Fino al 2010 questo club non era mai stato nella massima serie del modesto campionato locale. Negli ultimi 12 anni si è preso il piacere di alzare due “Copa SudAmericana”, il corrispettivo dell’Europa League e di vincere un campionato. Nel 2016 ha sfiorato il colpo grosso, la Libertadores, persa in finale dopo aver eliminato in sequenza Boca Juniors e River Plate. Da “matagigantes”, ammazzagrandi, a grande squadra, il passo è stato fulmineo. Il focus principale del club è rivolto al lavoro con e per i giovani, tant’è che nel 2020 ha trionfato nella Libertadores, under 20.

Sei titolari dell’undici iniziale di ieri sono passati per Sangolquì, periferia della capitale Quito e sede della squadra: Piero Hincapie (2002), vent’anni, centrale del Leverkusen e ora leader difensivo della “Tricolor”, Moises Caicedo (2001), motore del centrocampo del Brighton e della nazionale, Angel Preciado ('98), terzino di spinta e uno dei migliori in campo ieri, Jhegson Mendez ('97), centrocampista fisico ora nei Los Angeles, Micheal Estrada, ('96), da giovane attaccante, nelle stagioni 2017-2018, e Gonzalo Plata (2000), virtuosissimo esterno dotato di grande tecnica individuale, ora nel Valladolid, club di cui è proprietario, Ronaldo “Il Fenomeno”.

Alcuni di loro avevano già fatto benissimo nell’ultimo mondiale Under 20, arrivando in semifinale e battendo i nostri azzurrini nella finalina per il terzo e quarto posto.

Se prende fiducia l’Ecuador può rappresentare una mina vagante nel torneo. Difensivamente c’è qualche amnesia di troppo ma il team rappresenta una variabile difficilmente calcolabile, capace nel girone di qualificazione di uscire indenne nelle sfide con Argentina e Brasile ma anche di prenderne tre dal Paraguay. Alti e bassi figli anche di una squadra che conta, come si è visto, su molti elementi giovani.

Ieri praticamente non c’è stata partita, più per la pochezza dei padroni di casa che per meriti dei sud-americani. L’immagine che più rappresenta la superiorità nei confronti di un Qatar, obiettivamente impresentabile per un palcoscenico di livello, vede il portiere, Galindez, appoggiato al palo, fuori la sua porta, a bere nella sua borraccia evidentemente annoiato. Sicuramente arriveranno nelle ultime due sfide con Olanda ed Ecuador maggiori grattacapi per lui e per i suoi compagni.

Foto Fb La Tri
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I Migliori ed I Peggiori del Match

VALENCIA - VOTO 7.5: Diventa il miglior marcatore della storia dell'Ecuador ai mondiali. Segna una doppietta all'esordio contro i padroni di casa, finalizza ma nel frattempo è il regista offensivo della "tricolor". Scherza con la difesa del Qatar. Mezzo punto in meno per qualche simulazione di troppo ma fa parte dell'eccentricità del personaggio. MVP

PRECIADO - VOTO 7: Corsa e qualità: cosa chiedere di più ad un terzino? Parte dalle retrovie e semina il panico nella metà campo avversari. L'assist per il raddoppio è di quelli strappa applausi. E' stata una delle chiavi tattiche della partita grazie alle sue accelerate. PREZIOSO

PLATA - VOTO 6.5 Intermittente ma ha già fatto capire che con il pallone tra i piedi sa divertirsi ma soprattutto sa divertire. Parte esterno ma va a giocare spesso tra le linee diventando un rebus per i padroni di casa. Lo aspettiamo nelle sfide che contano. PROMESSA

AL SHEB - VOTO 4 Il voto in realtà è di incoraggiamento. Rischia di passare alla storia come uno dei peggiori portieri di sempre del Mondiale. Per questo temiamo già da adesso ripercussioni sulla sua persona. Il Mondiale non può essere il suo livello. IMBARAZZANTE

AFIF - VOTO 4.5 Si fa notare per l'incredibile somiglianza con Marcelo e per la quantità di palloni persi in mezzo al campo. Lo descrivevano come uno dei più tecnici ma in realtà ha solamente danneggiato la sua nazionale, con la sua indolenza. IRRITANTE

 

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Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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