L'Inchiesta Quotidiano OnLine
FIFA World Cup Foto Fb FIFA World Cup

Speciale Mondiali con Garra & Fantasia: il calcio è la dinamica dell’impensabile

Umberto Zimarri - Garra & Fantasia

Il calcio è la dinamica dell’Impensabile, sosteneva Dante Panzeri, storico giornalista sportivo argentino, penna indimenticabile del “Grafico”. È proprio “l’inatteso” che si è preso la scena ed ha ravvivato il Mondiale, dopo due giornate iniziali sotto-tono dal punto di vista della qualità e dello spettacolo, ricordandoci, una volta di più, che è l’imprevedibilità a rendere questo sport magico e popolare.

Così può succedere che l’Argentina perda dopo 36 risultati utili l’esordio al Mondiale contro l’Arabia Saudita, dopo essere andata in vantaggio al quinto minuto con un rigore di Messi. Tre goal annullati all’albiceleste per fuorigioco millimetrici, poco movimento senza palla, ritmo troppo basso. All’inizio del secondo tempo, in cinque minuti, l’Argentina spegne il cervello e perde la partita. Nel finale il portiere saudita riesce a prendersi la scena con almeno due salvataggi. “Un golpe mundial” ha sentenziato Olè, uno dei maggiori quotidiani sportivi argentini. Il futbol è così: bello e dannato. Poche ore dopo una delle outsider più accreditate, quella Danimarca che tanto aveva fatto bene, nei passati europei, impatta contro un’ostica Tunisia. Zero a Zero con i nordafricani che hanno chiuso ogni linea di passaggio concedendo, però, un’occasione immensa. Un colpo di testa sulla linea di porta di Cornelius, un giocatore che ha in questo fondamentale il suo gesto migliore, esce incredibilmente fuori.

Le sorprese non sono ancora finite. I dadi della “Dea Eupalla” si sono divertiti a gettare nel mondo dell’imprevedibile anche un signore che di nome fa Robert e di cognome Lewandoski, con quintali di goal sulle spalle. Al minuto 58 di Messico – Polonia ha calciato un calcio di rigore fiacco e debole nelle mani dell’intramontabile Ochoa, portiere messicano al quinto mondiale, che dopo la partita di oggi potrebbe, passare il confine che separa il mito dall’ eroe. Una nota statistica a cui si fa fatica a credere: uno degli attaccanti più prolifici del decennio resta ancora incredibilmente a secco nella Coppa del Mondo. Anche in questo caso la partita termina a reti inviolate.

Il personaggio: Hervé Renard

Più che impensabile la carriera di Hervé Renard è inconsueta. Nel 1998 il biondo francese, con un volto da attore hollywodiano, apre una ditta di pulizia. Il destino ha in mente altri piani: un suo vecchio amico Claude Le Roy, lo invita in Cina come assistente. Da quel momento inizia la sua carriera da allenatore giramondo. L’Africa è la sua grande passione: riesce a vincere la Coppa dell’Africa con lo Zambia, nel 2012, e con la Costa d’Avorio, nel 2015. Nel 2018 ha riportato il Marocco ai mondiali.

Hervé Renard
Hervé Renard

Nel settembre 2019 arriva la chiamata dall’Arabia Saudita. Contratto milionario con una clausola molto particolare: qualora la nazionale si fosse trovata fuori dalle posizioni utili per la qualificazione al mondiale, per lui sarebbe scattato l’esonero immediato. Il precariato colpisce tutti, prima o poi. La motivazione è di origine geopolitica più che sportiva: l’opzione della non qualificazione non era ammessa a Riad, visto che la competizione si svolge a casa degli amati/odiati “cugini” del Qatar.

L’Arabia in campo nasce dal blocco dell’Al-Hilal, campione in carica della Champions League asiatica. A prima vista la tattica di Renard del primo tempo sembrava suicida: difesa altissima, squadra corta e aggressività. Eppure, è riuscito nella sua impresa più grande tenere il match aperto e ribaltarla con le prodezze balistiche dei suoi attaccanti: Al Sheri e Al Dawsari. Poi due linee di difesa da 5 uomini per blindare il risultato. Il primo classico psicodramma argentino è servito. Una pagina di storia è stata scritta tant’è che oggi in Arabia Saudita è festa nazionale. Noi che l’avevamo snobbata ci cospargiamo il capo di cenere mentre molto pragmaticamente, il mister giramondo, a fine partita, con un gran sorriso sul volto può affermare che si sono allineati i pianeti.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

guarda anche

I commenti dei lettori

Chi siamo

EDITORE: Cooperativa Editoriale L'Inchiesta

Presidente: Stefano Di Scanno

Direttore Responsabile: Stefano Di Scanno

Email: redazione@linchiestaquotidiano.it

Dove siamo

Indirizzo: Via Lombardia 8 - Cassino

Telefono: (+39) 0776 328066

Fax: (+39) 0776 328066

P.IVA: 02662130604