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Speciale Mondiali con Garra & Fantasia: le prime 10 cose di cui ci ricorderemo

Umberto Zimarri - Garra & Fantasia

 

Quali sono le 10 cose che dobbiamo portarci dietro dopo questi primi sette giorni del Mondiale? Nel nostro diario di bordo abbiamo appuntato i momenti più significativi. Appunti utili per non lasciare all’oblio della cronaca momenti di calcio e di trascurabile felicità ma anche frammenti che finiranno nella storia non solo calcistica.

10. L’Onestà di Kevin De Bruyne

Kevin De Bruyne è stato nominato Mvp della prima partita della sua nazionale, Belgio – Canada, vinta per uno a zero dai diavoli rossi nonostante una partita giocata molto al di sotto delle possibilità dalla rappresentativa di Roberto Martinez. De Bruyne, di solito illuminante in campo, è uno dei più lucidi anche nelle interviste post partita, ha commentato il premio così: «Non capisco. Non ho giocato bene – ha ammesso a Nieuwsblad -. Forse hanno dato a me questo premio perché il mio nome è famoso».

De Bruyne (Foto Fb FIFA World Cup)
De Bruyne (Foto Fb FIFA World Cup)

9. La prestazione di Federico Valverde

L’Uruguay non ha brillato nella partita d’esordio contro la Corea del Sud. Eppure, Federico Valverde è riuscito a mettere in campo l’essenza della storia della Celeste. Nel primo tempo sfiora l’eurogoal con un tiro ad incrociare. Nel finale rischia di smontare il palo con un bolide grazie ad un destro da antologia. Pochi minuti dopo, nel recupero, corre, anzi rincorre gli avversari lanciati pericolosamente verso la retroguardia. Scivolata ed esultanza infiamma cuori. Esto es Uruguay.

8. La sfrontatezza dell’Ecuador

Dopo due partite ben giocate possiamo dire che l’Ecuador da mina vagante si sta trasformando in piccola/ grande sorpresa. Certo sul giudizio complessivo peserà molto lo spareggio con il Senegal. Al di là di questo però qualcosa la tricolor l’ha già lasciato all’eredità del mondiale: Hincapie, Estupiñán, la coppia centrale di centrocampo Caicedo – Mendez ma soprattutto il cecchino infallibile, Enner Valencia. L’uomo dei record per l’Ecuador. L’uomo che sa solo segnare con questa maglia.

Foto Fb La Tri
Foto Fb La Tri

7. Cody Gakpo.

Un mondiale a fasi alterne per l’Olanda. Questo ragazzo che vi avevamo segnalato nelle nostre guide però non lo consideriamo sorpresa perché con il Psv ha fatto una prima parte di stagione impressionante. Gioca e svaria su tutto il fronte d’attacco, non dà punti di riferimento ed è freddo quanto basta sotto porta. Le speranze orange sono tutte sulle sue giovani spalle.

6. Gavi. Il Predestinato

Un assist e un goal (di esterno e di prima intenzione) nel tuo debutto al Mondiale sono i segnali inequivocabili che stiamo parlando di un predestinato. Gavi, il canario, sarà il futuro di questo sport: è in grado di segnare un’epoca a livello planetario.

5. Le lacrime di Cristiano Ronaldo

Anche i superuomini piangono. Cr7 sta vivendo il momento più difficile della sua carriera o semplicemente il campionissimo di Madeira non sta accettando che anche lui è soggetto alla legge inesorabile del tempo. Quelle lacrime lo hanno riavvicinato alla dimensione umana, perché al di là del conto in banca e del marchio, quando inizia il tuo quinto ed ultimo mondiale ti ricordi il motivo per cui giochi a calcio. Perché ti piace farlo. Il goal su rigore lo inserisce nella storia dei mondiali: primo ed unico calciatore a segnare in cinque mondiali consecutivi.

Cristiano Ronaldo (Foto Fb FIFA World Cup)
Cristiano Ronaldo (Foto Fb FIFA World Cup)

4. Renard e l’Arabia Saudita

Il mister giramondo è diventato uno di personaggi del Mondiale. Ci vuole coraggio ad affrontare l’Argentina se alleni l’Arabia Saudita, ci vuole qualcosa di più del coraggio nell’impostare una partita sulla pressione e con la difesa altissima. Il video in cui carica la sua squadra è già virale.

3. Il Gesto dei calciatori tedeschi

Sul campo una delle sconfitte più clamorose della storia della “Mannschaft” ma siamo certi che quell’undici troverà un posto nella storia. La protesta contro la FIFA, la determinazione della Federazione, del Mister e dei giocatori ha permesso lo sbertucciamento del governo del calcio mondiale. Al diavolo il benaltrismo.

2. Il Brasile

Un grande ed immenso spettacolo verdeoro. Il Brasile annichilisce la Serbia con una presentazione accattivante e convincente, bel gioco e pragmatismo. Il secondo gol è l'esegesi del futebol: assist di esterno di Vincius, sforbiciata da album panini di Richarlison. L'immagine di copertina di Qatar2022. L’uomo più importante: Casemiro. Tra i tanti sostituibili, lui non lo è. Resta un messaggio al mondiale molto chiaro: la Selecao c'è, si diverte, fa divertire e vuole replicare il 2002. Venti anni senza mondiale da quelle parti sono veramente tanti...

1. L’orgoglio dell’Iran

I ragazzi di Queiroz hanno dimostrato al mondo cosa vuol dire avere coraggio e ci hanno ricordato che la storiella della separazione tra sport e politica esiste solo nella mente di burocrati fuori dal mondo. L’Iran sta rappresentando anche un movimento di libertà. Lo sta facendo mettendo tutto sul campo. Il Destino poi ci ha messo lo zampino: per il passaggio del turno c’è la sfida con gli USA. Lo sport non è un mondo a parte ma parte del mondo.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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