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Boniek e un'esultanza del Frosinone Boniek e un'esultanza del Frosinone

Boniek plaude al Frosinone: «Gioca un calcio coraggioso e aggressivo, è sulla strada giusta»

Roberto De Luca

DA “L'INCHIESTA DI SERA” DEL 29 NOVEMBRE

 

Stadio quasi sold-out e cori intonati a ripetizione, lo scenario ideale in cui scendere in campo. Di certo, il “Benito Stirpe-Psc Arena” prosegue a sfornare numeri incredibili, innaffiando di passione le partite casalinghe del Frosinone. Effetto primato in classifica e quel calcio dispensatore di divertimento che tanto entusiasma i tifosi. Un circolo virtuoso che non accenna ad arrestarsi e che domenica scorsa contro il Cagliari ha fatto registrare il record stagionale di spettatori e biglietti venduti. Erano in 13.292: tanta roba direbbe qualcuno in modo abbastanza comprensibile. E questa super sfida, terminata in parità, ha avuto in tribuna alcune presenze d’eccezione. Non sfugge a tali dinamiche quella di Zbigniew “Zibì” Boniek, attuale vicepresidente della Uefa e campione indimenticato del calcio polacco e di quello tricolore.

Zibì Boniek (foto uefa.com)
Zibì Boniek (foto uefa.com)

Intensità e qualità - «Ammetto di esser rimasto piacevolmente sorpreso dall’intensità e dalla qualità dell’incontro», ha dichiarato in esclusiva alla nostra redazione. Intensità e qualità, due aspetti importanti nonché utili ad inquadrare lo spessore tecnico attribuito dalle due formazioni alla partita. «È stata una gara emozionante - il racconto di Boniek - con protagoniste delle squadre che, per natura, non amano speculare e che tentano sempre di imporre il loro gioco». Cifre esistenziali di indubbia rilevanza, emblematiche di una proposta calcistica che tende a svilupparsi su binari ben definiti. E dal Frosinone di Fabio Grosso, in particolare, Zibì è rimasto colpito «dall’entusiasmo con cui scende in campo. Lo si può cogliere con semplicità, si intuisce anche dagli spalti la positività del momento che stanno attraversando. In fase di possesso ciò che traspare è il piacere nell’attaccare e nell’occupare bene gli spazi. Sono una formazione ben messa in campo, un buon collettivo che può far sognare i suoi tifosi». È la conseguenza inevitabile di un lavoro in sinergia condotto da staff tecnico e società, specie nell’allestimento dell’organico. Una rosa sicuramente improntata sulla linea verde e costruita con differenti obiettivi di partenza rispetto a quella del Cagliari di Liverani: «Nei sardi il tasso tecnico è alto. Calciatori come Lapadula e Rog, ad esempio, hanno anche esperienze internazionali. E tutto ciò lo si è visto con le due rivali che hanno dato origine ad un match molto tirato».

Grosso (foto frosinonecalcio.com)
Grosso (foto frosinonecalcio.com)

La strada giusta - Addentrandosi nei meandri del calcio proposto dai Ciociari, emerge certamente il coraggio nel portare avanti idee “moderne”. Difendere in avanti e tentare con immediatezza il recupero della sfera potrebbero essere alcuni esempi di ampia utilità: «In primis - ha affermato Boniek - bisogna metterci convinzione in quello che si fa e nel lavoro che si porta avanti. Io, da quello che ho avuto modo di vedere, ho riscontrato tutto questo. Prendete il gol dello 0-1 realizzato da Lovumbo: nasce proprio dal tentativo di attuare un pressing ultra-offensivo con la linea difensiva collocata quasi all’altezza del cerchio di centrocampo». E chiaramente, un atteggiamento di questo tipo cela costanti rischi dietro l’angolo. Soprattutto con attaccanti come quelli cagliaritani, abili ad attaccare la profondità. Ma un percorso fondato su specifici principi è d’obbligo: «Per me è la strada giusta. Chi gioca pensando a non subire gol, non va lontano. Il calcio è semplice ma si è evoluto ed oggi c’è spazio specialmente per le squadre che hanno coraggio e che se la rischiano». Concessioni frutto di un cambiamento radicale avvenuto negli ultimi anni e che la società presieduta da Maurizio Stirpe sta provando ad interpretare, alimentando un ambizioso e lungimirante cammino.  

Insigne esulta (foto frosinonecalcio.com)
Insigne esulta (foto frosinonecalcio.com)

Insigne, stadio e organizzazione top - Idee che stanno generando benefici all’intero movimento della Serie B, non più teatro di quel difensivismo imperante fino ad un po’ di tempo fa. La meraviglia di Roberto Insigne potrebbe esserne lo spot: «Non sapevo - la simpatica ammissione di Boniek - che fosse il fratello di Lorenzo. Quando l’ho visto entrare, ho pensato subito a quanto i due si somigliassero. Poi con quel tiro a giro ha fatto la stessa cosa dal lato opposto, un gol bellissimo». Un marchio di famiglia che ha incantato tutti i presenti allo “Stirpe”, impianto sportivo di ultima generazione che ha sorpreso positivamente Zibì: «Era la prima volta che venivo in questo stadio e devo dire che è stato tutto perfetto. Dall’accoglienza ai servizi, passando poi al campo. Organizzazione impeccabile e questi sono ingredienti fondamentali per mirare al salto di qualità. Perché avere stabilità in Serie A implica avere alle spalle una determinata cultura di lavoro e una realtà come Frosinone, da anni a cavallo tra B ed A, se riesce a trovare una sua precisa dimensione operativa penso che possa stabilizzarsi anche tra i "grandi"». Col popolo giallazzurro che sogna ad occhi aperti.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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